EuropaItaliaLe sei chiese nascoste di Roma

23 Marzo 2020Vanessa Trovato0

Se siete stati almeno una volta a Roma, la capitale d’Italia, probabilmente siete a conoscenza delle tante meravigliose chiese che ci sono da scoprire. Se la Basilica di San Pietro, San Paolo Fuori le Mura e la Basilica di Santa Maria Maggiore sono generalmente tra le cose da visitare, non si deve dimenticare che la città eterna ha una grande quantità di chiese meno popolari, che talvolta pure i romani stessi non sanno della loro esistenza. Quindi, al fine di aiutarvi, ecco una lista di sei chiese nascoste della città, che si consiglia di visitare durante la vostra prossima vacanza romana.

1) San Pietro in Vincoli

Costruita a metà del 5° secolo, la chiesa di San Pietro in Vincoli è stato realizzata per ospitare la reliquia delle catene che legavano San Pietro durante la sua prigionia a Gerusalemme. La leggenda narra che quando il Papa alzò le catene di Pietro, queste da due si trasformarono in una (miracolosamente). La basilica è passata attraverso molte ristrutturazioni nel corso degli anni, ma rimane aperta ancora oggi. Una delle attrazioni più famose è il Mosè di Michelangelo, che è stato completato nel 1515 ed originariamente doveva essere parte di un statua/monumento funebre per papa Giulio II, che non fu mai completata.

2) Santa Maria della Vittoria

Progettata da Carlo Maderno, un architetto romano dei primi anni del 17° secolo, Santa Maria della Vittoria è nota per le decorazioni barocche dell’artista italiano Gian Lorenzo Bernini come il soffitto con affreschi, l’uso di marmo sul pavimento e santi che guardano da sopra la cappella. L’Estasi di Santa Teresa, la statua del Bernini raffigurante l’estasi celeste, è un importante punto di riferimento per tutta la chiesa. Per la sua costruzione è stato usato un approccio stravagante, creando al suo interno quasi un teatro, con le statue della famiglia Cornaro (che erano i committenti) che sono seduti in palchi a guardare il centro della scena.

3) Santa Maria in Domnica alla Navicella

Le sei chiese nascoste di roma

Santa Maria della Vittoria, che si trova sulla cima del colle Celio, fu costruita nel 5° secolo. Fin dalla sua nascita, la basilica fu focalizzata dal ministero per i poveri, un compito generalmente attribuito ai diaconi. Insieme con i suoi soffitti affrescati, al centro un mosaico raffigurante la Beata Vergine Maria, seduta su un trono con il Bambin Gesù che riposa sulle ginocchia. Dopo aver restaurato la chiesa tra gli anni 817-824, Papa Pasquale I è stato raffigurato seduto ai piedi di Gesù con l’aureola sulla testa che sta a significare la sua compostezza. Vi è anche una storia profonda tra la cappella e la famiglia Medici, che hanno modificato ampiamente l’edificio. Durante il tempo di Giovanni de’ Medici, come cardinale titolare, tra il 1489 ed il 1513, è stato lasciato il segno della sua pittura con dei simboli che comprendevano il fregio dei leoni e l’anello dei Medici.

4) Santa Maria del Carmine alle Tre Cannelle

La costruzione di questa chiesa in stile barocco è iniziata nel 1605, ma la chiesa fu inaugurata ufficialmente nel 1623. Dopo un incendio scoppiato nei corridoi, fu restaurata nel 1772 da Papa Clemente XIV e dal cardinale protettore Domenico Orsini d’Aragona. Ma solo fino al 1775 la basilica fu aperta al pubblico. Nel corso degli anni, vari restauri furono effettuati al suo interno e nel contempo sono stati aggiunti ulteriori affreschi. All’interno c’è solo una sola navata con volta e un dipinto del pittore italiano Sebastiano Conca, raffigurante la Madonna che consegna lo scapolare a San Simone Stock e la Vergine Maria che appare ad Elia. Il soffitto dell’altare maggiore è chiuso a vetro, c’è una statua della Madonna del Carmelo seduta, mentre di fronte alla parete dell’altare c’è un dipinto di Tito Ridolfi che raffigura Santa Teresa del Gesù Bambino.

5) Santa Balbina

La leggenda narra che Santa Balbina, da cui questa chiesa prende il nome, fu martirizzata perchè era una cristiana nonché una portatrice di tubercolosi. Si ritiene che la cappella fu costruita durante il papato di Papa Gregorio Magno intorno al 595. Alla fine dell’8° secolo e l’inizio del 9°, la basilica fu trasformata in un monastero, fino al 20° secolo. Dopo il restauro storico fatto dall’artista italiano Antonio Muñoz tra il 1927 e il 1930, il suo esterno con mattoni e pietra a vista, fu un chiaro richiamo all’estetica tipica del Medioevo. Durante la visita, assicuratevi di vedere la tomba di Stefano de Surdis, il cappellano papale, sulla controfacciata della chiesa. Mostrato in una scatola rialzata, il defunto poggia su una cassa con la tipica decorazione in stile cosmatesco.

6) Santo Stefano del Cacco

Probabilmente costruita intorno al 14° secolo, è dedicata al martire Santo Stefano. Il suo nome deriva dalla divinità romana Caco o dalla statua del Dio con la testa di cane Thoth, il Dio egizio della saggezza, della luna, della scrittura e della magia. Durante il papato di Papa San Pasquale I (817-824), fu inserito un mosaico, commissionato dal Papa, rappresentante la pianta della chiesa. Per questo si pensa che fu lui a voler erigere la chiesa o per lo meno a restaurarla. Nel 1607 un restauro dell’abside, ha cambiato la basilica facendole acquisire un aspetto più barocco. La navata centrale presenta dodici colonne; una è in marmo pavonazzetto della Turchia, due in marmo Cipollino della Grecia, quattro sono in granito grigio del Mons Claudianus nel deserto dell’Egitto, e cinque sono realizzate in marmo grigio africano. Per secoli, la chiesa è stato un centro della devozione al Santo Volto di Gesù.

Vanessa Trovato

Vanessa è nata e cresciuta in Sicilia ma è sempre stata curiosa di conoscere il mondo. In genere è sempre pronta a pianificare un'avventura come il trekking nel deserto di Atacama, un'esplorazione ad antiche rovine, oppure nel trovare eccitanti luoghi nel pianeta tutti da vivere e raccontare a parole. Vanessa ha scoperto la sua passione per i viaggi sin da piccola ed è fermamente convinta che debba essere nutrita di numerose scoperte, da una parte all'altra del pianeta, senza lunghi e definitivi stop.

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